Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/425

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TERZO 163lJ c ili avere da lui ricevuti non pochi opportuni precetti a ben poetare (Saxius Hist typogr. p. 363). In Roma fu conosciuto da monsig Lodovico Gonzaga, tra le cui Lettere inedite altrove da noi mentovate alcune se ne conservano scritte all’Andrelini. Tornando egli nel 1484 a Mantova, seco il condusse e gli diè il titolo di suo poeta, e seco probabilmente il tenne fino al 1488. Passò allora l’Andrelini in Francia, e il Gonzaga l’accompagnò con sua lettera de’ 22 di settembre del detto anno al Conte Delfino, così scrivendogli: occorre al presente a M. Fausto mio presente ostensore Laureato Poeta facondissimo et Oratore disertissimo per faciende sue trasferirse in quelle parte, ec. Fattosi l’ Andrelini conoscere in Parigi, l’ an 1489 a’ 5 di settembre fu nominato pubblico professore di belle lettere insieme con gli altri due da noi poc’anzi accennati, Girolamo Baldi e Cornelio Vitelli. Per lo spazio di 30’anni continuò egli in questo esercizio; nè contento delle lezioni che teneva pubblicamente, insegnava ancora in privato, e alla rettorica e alla poesia congiunse ancora la spiegazion della Sfera. Caro al re Carlo VIII non meno che a due di lui successori Lodovico XII e Francesco I, n’ ebbe onorevol pensione, ed ebbela ancora dalla regina Anna di Brettagna, onde egli con un capriccioso nome volle intitolarsi Poeta Regius ac Regineus. Oltre la qual pensione egli riceveane talvolta somme non piccole di denaro. Uguali ai premi furon le lodi di cui venne onorato. Veggansi i passi che il co Mazzucchelli ha tratti dalla dedicatoria delle