Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/424

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iGJ8 li uno italiani clic si potrebbono creder sospetti, ma de’ Francesi, e di que’ che visser con loro, e che confessarono di dover molto a questi professori italiani. LXIV. Intorno all’Andrelini abbiamo un assai esatto articolo e ben corredato di pruove e di monumenti presso il co Mazzucchelli, e io perciò non dovrò comunemente far altro che raccogliere in, breve ciò ch’egli scrive più ampiamente (Scritt it. t. 1, par. 2, p. ” 14 » ec.). Publio Fausto Andrelini, nato in Forlì verso la metà del sec xv, fece in breve sì felici progressi nelle lettere umane, e singolarmente nella latina poesia, che avendo composti e div olgati i quattro libri di Amori, questi furono con sì grande applauso accolti, ch’ egli giovinetto di non ancor 22 anni fu solennemente coronato in Roma. Così afferma il Cordigero scrittor’ di que’tempi, che nomineremo ancora fra poco. Ma Jacopo da Volterra, ch era allora in Roma, racconta, come si è detto altrove (l. 1, c. 3, n. 26), che 1’ anno i/j83 (nel qual tempo pare che l’Andrelini dovesse aver passati i 22 anni di età) essendosi trattato in Roma di dargli il poetico alloro, questo non gli fu negato, ma la funzione fu ad altro tempo differita. È certo però, ch’ei l’ebbe, e da ciò che lo stesso Jacopo narra, raccogliesi che di questo onore ei fu debitore all’Accademia romana e a Pomponio Leto fondatore di essa, di cui in fatti egli parla con somma lode ne’ suddetti libri de’ suoi Amori. Giovanni Biffi, poeta milanese di questi tempi, confessa di essere stato in Roma scolaro dell’Andrelini, I