Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VI, parte 3, Classici italiani, 1824, IX.djvu/431

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TE ri 7.0 tG4") c in ambasciale onorevoli, clic a questo luogo non appartengono, e cbe si posson vedere riferite da suddetti scrittori, finché fanno i5aa fu fatto vescovo di Gurck nella Carintia. Egli fu presente in Bologna alla coronazione dell" imp Carlo V fanno i53o, c in quel1’ occasione scrisse il suo trattato de Coronatione, e sono assai probabili le ragioni che da’ due suddetti scrittori si arrecano per pruovare ch'ei vivesse fino al 1535. Abbiam nondimeno una lettera di Erasmo (Epist pars 2, ep. 1012, p. 1155) scritta nell’an 1529 ad Antonio Hjos detto ancor Salamanca Episcopo Gurcensi electo. I due accennati scrittori dicono ch ei gli fu dato in quell’ anno coadiutore col titolo di vescovo eletto. Ma havvi egli esempio di un tal titolo dato ad un coadiutore vivente ancora il vescovo (*)? Ma è certissimo cbe almeno fino al i53o conviene stender la vita del Balbi, nel qual anno egli scrisse il suddetto trattato; e perciò è certissimo cbe il passo di Erasmo dee in qualche modo, qualunque egli sia, spiegarsi. Gli scrittori medesimi ci bau dato un esatto catalogo di tutte l’opere del Balbi, cbe sono, oltre le già accennate poesie latine (*) Ho dubitato se ad un vescovo coadiutore si possa, o si soglia dare il titolo di vescovo eletto. Ma il ch. sig. co. Avogaro canonico della cattedral di Tre* vigi, da me tante volte nominato con lode, mi ha avvertito ch’ egli ha una lettera originale scritta al vicario generale di Trevigi ai 10 di giugno del 1553 da Luigi Pisani, dato nel 1528 da Clemente VII per coadiutore nel vescovado di Padova al card Francesco suo 7.10, vissuto fino al 1570, nella quale si sottoscrive l'Eletto di Padova.