Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 1, Classici italiani, 1824, X.djvu/156

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I-H LIBRO Ma più (li essi sono celebri nelle opere degli eruditi due loro sorelle, e figlie esse pure del co Niccolò e di Bianca Bentivoglio, cioè Costanza e Ginevra. Costanza fu moglie dapprima dal co Tommaso Calcagnini nipote del celebre Celio. che a lui scrivendo gli mostra quanto debba sperar dal pontefice per mezzo de tre suoi cognati, il co Guido general delle truppe del papa, il co Annibale capitan delle guardie, e il cardinale Ercole (Epist. Quaest. l. 3, p. 41 Op. ed. Basii. i544)* Dopo la morte del co Tommaso ella passò alle seconde nozze con Cesare Fregoso genovese, generale prima de Veneziani e poscia di Francesco I re di Francia, il quale l’an 1541 mentre andava sul Po a Venezia, sorpreso da uomini sconosciuti, che si crederono spediti dal marchese del Vasto generale di Cesare, fu da essi barbaramente trucidato (Murai. Ann. Aitai. ail an. 1541)■ Costanza allor credendosi forse non ben sicura, fuggissene in Francia, come raccogliamo da un epigramma di Giulio Cesare Scaligero: Tu quoque divini post impia fata mariti, Impia, quae poterant tollere ab orbe Deos, Alpigenas profugo superans pede protinus arces i Barbaricas te isto pectore ferre nives?) Insolito domitans infamia fata labore Fortunam aggressa es velle docere, quid est. Carm, t. 1, p. 506, ed. 1591. Nè è questo il sol passo in cui lo Scaligero parli di Costanza con molta lode. Molte sono le poesie da lui composte per encomiarla, e molte quelle che volle a lei dedicare (ib. p. 09,