Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 1, Classici italiani, 1824, X.djvu/211

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PRIMO li[j~ stampata i» Milano nel 1751 (p.761), è stata poi non son molti anni, data alla luce (Esame e Risp alle Lett. di S. Carlo, p. 52). Nè in Milano soltanto, ma in più altre città ancora proccurò il Santo, valendosi dell’autorità che gli dava il carattere di visitatore apostolico e la fama della sua santità, proccurò, dissi, che si aprisser collegi, ne quali fosse da’ Gesuiti allevata la gioventù nelle pubbliche scuole; e fra gli altri a lui si dovettero in parte i collegi di Verona, di Brescia, di Genova, di Vercelli, e fuori d’Italia que’ di Friburgo, di Lucerna, di Dilinga ed altri; intorno alle quali cose si posson vedere i monumenti o accennati o prodotti nelle annotazioni poc anzi mentovate. XVIII. A promuovere vie maggiormente gli studi, e quelli in particolar maniera delle persone di Chiesa, giovaron non poco le sagge leggi pubblicate a tal fine nel generale Concilio di Trento. Fra esse la più vantaggiosa fu quella con cui a tutti i vescovi fu istantaneamente raccomandato di aprire ciascheduno • nelle loro diocesi un seminario in cui i giovani cherici potessero più agevolmente venire istruiti nelle scienze proprie del loro stato (sess. 23). Prima ancora di un tal decreto, aveane Roma già dato un memorabile esempio colla fondazione del collegio germanico, progettato da S. Ignazio insieme co’ cardinali Giovanni Morone e Marcello Cervini, che fu poi Marcello II, e approvato dal pontef Giulio III che tosto pose mano all’ esecuzione. Perciocchè raccolti i cardinali nel concistoro, e esposto loro il segnalato vantaggio che ne sarebbe venuto alla Chiesa,