Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 1, Classici italiani, 1824, X.djvu/249

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PRIMO a3j (Quadr. t. 7, p. 7). 11 Quadrio non fa menzione di alcuna accademia che nel corso di questo secolo fosse in Lucca. Ma ch’essa ci fosse, ne abbiam pruova in una lettera di Pietro Aretino, che scrivendo nel 1549 ad Agostino Ricci, si duole che gli Accademici Lucchesi abbiano criticato il suo stile (Lettere, l. 5, p. i4;)» « il nome di essa ci vien indicato dal poc’ anzi mentovato Landi, ove dice: Temo grandemente i Balordi di Lucca, che de casi miei non facciano qualche Commedia (l. cit.) (*). E deesi (*) Oltre l’accademia de’ Balordi rammentata da me sulla scorta di Ortensio Landi, ebbe Lucca fino dagli ultimi anni di questo secolo quella assai più celebre degli Oscuri, benchè essa credasi comunemente nata solo nel setolo xvu 11 sig. marchese Cristofano Boccella coltissimo patrizio lucchese, e negli studj d" erudizione e ne" monumenti della sua patria egregiamente istruito, me ne ha cortesemente trasmesse belle ed esatte notizie, delle quali farò qui uso, quanto la natura di questa opera mi permette. Ei le ha raccolte dagli Atti dell’accademia medesima, ne'quali Giulio Marchini il padre, celebre medico, ne inserì le notizie tratte da un’orazione ms. da lui veduta, che aveva per titolo: Prolusio Academica habita secundo Jdus Qua il i lis iGop a Daniele de Nobilibus de Dallo Frigido Academico Obscuro. Gianlorenzo Malpigli, amico del Tasso, e daini giustamente lodato nel Dialogo al quale da lui diè il nome, ne gettò i primi fondamenti nel 1 584, accogliendo in una sua casa in letterarie adunanze i più scelti ingegni lucchesi, per rinnovare con più felice successo i tentativi già fatti a tal fine pochi anni prima da Silvestro Gigli, da Girolamo Guidiccioni e da Giuseppe Bernardini, che somiglianti adunanze, ma di poca durata, a vi ano già formato -y tra le quali quella del Bernardini avea richiamato con onorifico stipendio dalla Francia il dottissimo Ascanio Santini, perchè in essa esponesse la Sfera e la Morale di Aristotele. Quella del Malpigli