Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 1, Classici italiani, 1824, X.djvu/337

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PRIMO 323 sì gloriosi disegni. Ciò non ostante si proseguì ancor per più anni a pubblicar altri libri cogli stessi caratteri, avendone il nuovo gran duca conceduto l'uso a’ pontefici Clemente VIII e Paolo V, e poscia ancora alla Congregazione de Propaganda Fide istituita da Gregorio XV. In fatti ne’ libri di lingue orientali stampati in Roma sul cominciar del secolo XVII si legge Ex Typographia Medicea linguarum externarum. Ma poscia furono que’ caratteri trasportati a Firenze, ove nella guardaroba del Palazzo vecchio si conservan tuttora. Di tutto ciò ch'io ho fin qui brevemente accennato, si veggan le pruove presso i due mentovati scrittori. XII. Tante e sì celebri stamperie erette in ogni parte d’Italia come agevolaron non poco col moltiplicar le copie de buoni libri il coltivamento delle belle arti, così renderon più facile non solo a’ sovrani, ma a molti privati ancora il formar numerose biblioteche, e l’accrescer quelle che già si eran raccolte. Tra esse la Vaticana per opera singolarmente di Sisto IV, che aveala e magnificamente rifabbricata e a vantaggio pubblico aperta, era al principio di questo secolo la più famosa. Il maggior pregio di essa però erano i codici a penna, de quali più che de’ libri stampati erano andati in traccia coloro che ne aveano avuta la direzione; sì perchè essendo tanto maggiore il lor prezzo, non poteano i privati sì facilmente farne l’acquisto, sì perchè i codici stessi erano di gran vantaggio alla stampa e per le nuove opere che per essa veniansi pubblicando, e pe’ lumi che da essi traevansi per correggere e migliorar