Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 1, Classici italiani, 1824, X.djvu/343

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


PRiMO j2() menzione* Tra i custodi, per tacere d’alcuni altri men celebri, troviamo singolarmente Lorenzo Parmenio da S. Genesio, che fu in quell’impiego dal 1511 fino al 1522 che fu l’ultimo di sua vita (*), e Fausto Sabeo nato in Chiari nel territorio di Brescia, che, nominato custode da Leon X, visse fino al 1559. Di lui, come si è accennato, abbiamo alle stampe cinque libri di Epigrammi, nei quali ei si scuopre non troppo colto poeta. Ma convien dire ch egli avesse assai favorevole opinione di se medesimo, perchè scrivendo in essi a tutti i pontefici a’ cui tempi egli visse, di tutti si duole perchè non si vede abbastanza ricompensato. Di lui ha parlato più a lungo il cardinale Querini (Specimen Litterat. brix. pars 2, p. 167, ec.). XIV. A qual vicende fosse soggetta la ricchissima biblioteca raccolta da Cosimo, da Pietro e da Lorenzo de’ Medici, si è già da noi veduto nel tomo precedente. Gli avanzi di essa erano al principio di questo secolo in Roma, ove il cardinale Giovanni de’ Medici, che fu poi Leone X, comperatigli da’ Religiosi di S. Marco di Firenze pel valore di 2652 ducali, (*) Non l’anno 159.2, ma il i5aq fu l’ulti in Q della vita di Lorenzo Parmenio, come ei mostrano le notizie che ce ne ha date il eh. sig. canonico Rondini nel riferire un poemetto inedito di questo scrittore, che ha per titolo De dadi bus per Gallos Italiae alla lis et de triumpho Julii Sccundi Pont. Max., il qual conservasi nella Laurenziana. Alcune altre poesie se ne leggono nelle Raccolte de’ Poeli latini, e un opuscolo De Operi bus et rei il'; gestis Julii 11 Pont. Max. ne è di fresco venuto alla luce (Anecd. rom. t. 3, p. 299).