Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 1, Classici italiani, 1824, X.djvu/357

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PRIMO « 343 praeclamm, et cui forte nulla secunda sit toto orbe Christiano, Bibliothecam in aedibus S. Antonii Venetiis erexistis, in quibus libris sine dubio Religionis nostrae decus et dignitas conservatur. Questa scelta e copiosa biblioteca ivi si conservò fino al secolo XVII, in cui un improvviso incendio del tutto la consumò (Agostini, Scritt. ven. t 1, praef. p. 34)• Scelta parimente e non meno copiosa era la biblioteca del cardinale Sadoleto, prima ancora che fosse innalzato all onor della porpora. Aveala egli lasciata in Roma nel partire che’ei fece per andarsene a Carpentras poco innanzi al crudel sacco del 1527, che fu sì funesto alle lettere: e per rarissima sorte essa non avea in quell’occasione sofferto alcun danno, benchè tutte le altre cose del Sadoleto fosser divenute preda dell ingordigia dei vincitori. Fu essa dunque posta su di una nave che facea vela per Francia, e già era questa giunta a que lidi, quando scopertasi tra’ passeggeri la pestilenza, non si permise loro lo sbarco, e i libri del Sadoleto furono insiem con essi trasportati in lontani paesi, senza ch’ei ne risapesse più nuove: Ita, dice egli, dopo aver raccontato il fatto, asportati sunt in alienas et ignotas terras, exceptisque voluminibus paucis, quae deportavi /necton fine projicisccns, mei reliqui illi tot labores, quos impenderamus Graecis praesertim codicibus conquirendis, et undique colligendis, mei tanti sumptus, meae curae omnes iterum jam ad nihilum reciderunt (Epist. J'amil t. 1, p. 195, ec. ed. Rom.). Più celebre ancor fu quella del Cardinal