Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 1, Classici italiani, 1824, X.djvu/380

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36(5 li uno di’ esse fossero il miglior ornamento di cui potessero abbellire le loro stanze. Il libro singolarmente dell Aldrovandi intorno alle antiche statue che serbavansi in Roma, ci mostra che moltissimi eran coloro che ne aveano ornate le loro case; e gran copia ne veggiamo accennate principalmente in quelle del cardinale Federigo Cesi, di Bindo Altoviti, de’cardinali Farnesi, di Latino Giovenale, di Vincenzo Stampa, del cardinale Gaddi, del cardinale Rodolfo Pio, la • • i* • cui passione per tai monumenti raccogliesi ancora da una lettera di Ambrogio Nicandro a Pier Vettori (Epit. Cl Vir. ad P. Victor, t. 1, p. 49), di que della Valle, di Giuliano Cesarini, del cardinale Savelli, di Valerio dalla Croce, del cardinale Bernardino Ma (Tei, di Giulio Porcaro, di monsig Giacomelli, di Stefano del Bufalo, di Lorenzo Ridolfi, e, più che altrove, nella villa del suddetto cardinale Pio a Monte Cavallo. In questa biblioteca Estense si ha copia di alcuni Epigrammi latini di Girolamo Brittonio stampati da’ fratelli Dorici in Roma senza nota d’anno, e pubblicati all’occasione del disotterrar che si fece alcune larve di marmo innanzi alla soglia del palazzo del Cardinal Nicco'ò Ridolfi; il qual opuscolo del Brittonio è sfuggito alla diligenza del co. Mazzucchelli. Somigliante festa fecesi de’ poeti romani nel 1506, quando fù ritrovata la famosa statua di Laocoonte, intorno a che è degna d’esser letta una lettera di Cesare Trivulzi a Pomponio suo fratello, scritta da Roma al 1 di giugno del detto anno (post Marq. (Gudii Epist p. • 43). Gran numero di antiche statue