Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 1, Classici italiani, 1824, X.djvu/392

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378 LIBRO il detto Aragonese ne sia l’autore, si trae dal riflettere ch’ei cita sovente lapide antiche presso di sè esistenti, e quelle stesse si veggono citate dal Rossi, come esistenti presso l'Aragonese. Pierio Valeriano pubblicò l’iscrizioni antiche di Belluno sua patria; la qual opera suol andar congiunta a quella De infelicitate Literatorum. Molti monumenti appartenenti a Milano e alla Lombardia furono pubblicati da Bonaventura Castiglione nella sua opera intitolata Gallorum Insubrum antiquae sedes, stampata in Milano nel 1541 • Andrea Alciati, uomo grande ugualmente e nei' severi studi legali e negli ameni della letteratura, oltre l’averne inserite parecchie ne’ quattro libri della Storia di Milano, fece una più compita Raccolta di tutte le iscrizioni che nella sua patria si conservavano, e se ne hanno codici nella Vaticana e nell’Ambrosiana, e un altro era già nella libreria de’ Gesuiti di S. Fedele in Milano, di cui ci ha data la descrizione il ch. ab Zaccaria (Calogerà, Opusc. t. 41,p 137 \ Francesco Ciceri, nato in Como, ma fatto poi cittadin di Milano, ove per molti anni tenne scuola di belle lettere, veggendo che non poche iscrizioni erano sfuggite all’Alciati, aggiunse alla detta Raccolta un copioso supplemento, che suole ad essa andar congiunto. Si può vedere l’elogio che ci ha dato del Ciceri l Argelati (Bibl. Script, mediol t. 1, pars:2, p. 429) (a), a cui io aggingnerò che si hanno (a) 11 P. abate D. Pompeo Casati cisterciense nulla ci lascia omai a bramare intorno a Francesco Ciceri. Ei ne ha pubblicato in Milano nel 1782 sedici libri di lettere