Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 1, Classici italiani, 1824, X.djvu/414

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400 LIBRO accenna gli avanzi delfacquedollo presso Lione,. e di altre antichità romane (ib p. 413); riferisce le iscrizioni che in parte si leggono sull’arco antico di Santes (ib. p. 4°5)> e osserva prima di ogni altro il celebre arco di Susa (ib, p. 416 V. Maffei Istor. lapid. p roani, p. 19) Men conosciuto è il secondo viaggiatore, e di lui forse non ci sarebbe rimasta memoria veruna, se non ce l’avesse serbata Erasmo. Da una lettera da lui scritta a Lorenzo Bartolini il primo di marzo del 1523, raccogliesi che questi solo affin di conoscere gli uomini dotti, e di conversare eruditamente con essi, avea intrapreso un lungo viaggio, e avea corse molte straniere provincie, e fra le altre cose era insieme con Cristoforo Longolio venuto a ritrovarlo fino in Lovanio, ove allora abitava Erasmo. Questi in detta lettera gli chiede scusa di non averlo accolto con quell’ onore che a tal uomo era dovuto; Quis enim. soggiugne (Epist t. 1, ep. 567), non adamet istud in gerì inni tuurn tam avi da ni eruditionis, ut Italus homos per tot barbaras regiones peregrinari volueris... ut cum viris doctrinae opinione celebratis congredereris.... Sed interim cocosculor ludi ac candorem, quae favet exterorum ingeniis, cum ipsi nobis invideamus. Il co Mazzucchelli (Scrit. ital. t. 2,par. 2,p. 1066) accenna due Lorenzi Bartolini, uno lucchese, autore di certe Allegazioni legali, l’altro scrittor d’un Trattato de' Bagni di Corsena. Ma se alcun di essi sia il medesimo che il Lorenzo Bartolini rammentato e lodato tanto da Erasmo, io non