Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 1, Classici italiani, 1824, X.djvu/424

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4io I.ILRO c di Angrogua, il fruito che uè trasse nella conversion di molti di essi, e singolarmente di un celebre lor predicante; l’odio che contro di lui perciò concepirono gli eretici stessi, e la vendetta che ne fecero, spargendo contro di lui medesimo sospetti (d'incerta fede, per modo che nel 1556 per ordin di Roma fu sospeso dall esercizio di predicare e di disputare; l’impegno de’ più dotti uomini del Piemonte per comprovare l’innocenza del Negri, e per mostrare lo scandalo che con tal sentenza si era dato ai’ Cattolici, e l'occasion di trionfo porta agli eretici; finalmente la solenne dichiarazione fatta in Roma nel seguente anno 1557 dell'innocenza del Negri, il quale d’indi in poi continuò ad esercitare il suo zelo, e si rendette assai accetto al duca Emanuel Filiberto, ed ebbe nella sua Religione ragguardevoli dignità (<i). Non tutti gli errori di Lutero prese egli ad impugnare, ma quelli soltanto sull Eucarestia, sul sagrificio della santa Messa e sull' adorazione di Cristo; e l’opera da lui pubblicata in Torino nel 1554 è una delle più forti e delle più dotte confutazioni di quegli errori; perciocchè astenendosi dalle sottigliezze scolastiche per cui i novatori insultavano continuamente i Cattolici, tratta con profondità di dottrina non meno che con forza di raziocinio le dibattute quistioni, e rende con ciò più glorioso il trionfo della verità (a) Lo stesso P. dalla Torre, ora arcivescovo di Sassari, ha pubblicato un bell' Elogio del Negri, iu cui con molla erudizione rischiara tutto ciò che a lui appartiene (Piemontesi ili. t. 3, p. 11 *>). /