Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 1, Classici italiani, 1824, X.djvu/584

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5;° Li Itilo de’ dotti. Mentre ei viveva, ne furono sol pubblicate nell Apparato alla Biblia d Anversa alcune \ al ianti da lui raccolte su' Salmi, e alcune A ite de Santi da lui tradotte dal greco di Simon Metafraste, e inserite nella Raccolta del Lippomano. Ei recò ancora di greco in latino il Menologio de Greci, che fu poi pubblicato da Arrigo Cauisio (Antiqunr. Lecdon. Li). Due orazioni di S. Gregorio Nazianzeno tradusse parimente in latino, che furon poi da Annibal Caro traslatate in lingua italiana, e date alle stampe. Affaticossi egli innoltre nel correggere le opere di S. Girolamo e gli Atti de1 Concili (Lagornars. I. cit. L p. 41)* Fi fu ancora uno de deputati a rivedere il Catechismo romano e a correggere il Breviario (ib. in Notis ad Gratian. Epist. de Poggiano, p. 38, 49)• Alcune altre opere si conservano manoscritte in diverse altre biblioteche, e fra le altre molte lettere, delle quali tre sono state pubblicate dal P. Lagomarsini (ib. p. 25; Pogian. t. 3, p. 297). Di lui per ultimo si può dire ch’ei fu un di que’ dotti che lungi dal cercar fama colla pubblicazione delle opere loro, si occupano unicamente nel migliorare le altrui, e credon con ciò di recare maggior giovamento agli studi. XLVII. Del cardinale Valiero, oltre ciò che ne hanno il Ciaconio, l Ughelli e gli scrittori veronesi, abbiam la Vita diffusamente scritta da Giovanni Ventura alunno di quel seminario poco dopo la morte di esso, e pubblicata negli anni addietro (Calogerà, Racc. d' Opusc. t. 25), e abbiamo innoltre l opuscolo del cardinale medesimo De Cautione adhibenda in edendis libris