Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 1, Classici italiani, 1824, X.djvu/602

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-r>S8 LIBllO pubblica disapprovazione con cui vide riceversi quella versione, non solo pel rozzo stile con cui è scritta, ma ancora per le molte eresie di cui egli imbrattò la stessa versione, e più ancora il diffuso comento in sette tomi in foglio che poi diede in luce. Pretese egli di darci una versione fatta sugli originali medesimi j ma come ben dimostra il Simon (Hist, crit du V. Testam. l 2, c. 22; Hist crit. des Versions du N. Testam. c. 4°)r e* mostrò di sapere assai poco la lingua ebraica, e valendosi per lo più della latina version delPagnini, talvolta ancora si fece conoscere poco intendente della latina. Grande fu il rumore che contro di queste fatiche del Brucioli si sollevò in Italia fra gli uomini dotti e fra' pii Cattolici \ ed esse furon tosto solennemente proscritte. Quindi il suddetto Aretino, scrivendo al Brucioli nel 1537 lo esorta a disprezzare il chiacchierare de Frati contro la sua versione (Lett. l. 1, p. 177). Non si legge però, ch'ei fosse personalmente molestato, e continuò a viver tranquillo in Vene7,ia almeno fino al 1554, componendo e pubblicando moltissime opere, e singolarmente traduzioni in lingua italiana di autori greci e latini j di che veggasi il sopraccitato articolo del co Mazzucchelli. Ed era in fatti il Brucioli uom laborioso oltremodo; talchè l'Aretino scrivendogli nel 1 f>421 Non vi basta egli, diceagli (ivi, l. 2, p. 2(>5), haver composti piu volumi, che non avete anni? non vi contentate voi del nome sparso per tutto il Ai ondo (*)? Poco dopo la (*) Pare che il Brucioli »lesse qualche tempo in