Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 2, Classici italiani, 1824, XI.djvu/112

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7*3 LIBRO XXVII. Nome ancor maggiore ottenne Gian- nantonio Magini padovano di nascila, e professore di matematica e di astronomia in Bologna, secondo l’Alidosi (Doti forasi, p. 4<3, ec.), dal i588 fino al 16^7, in cui venne a morte. Io dubito nondimeno che per qualche tempo ei dovesse partir da Bologna, e trattenersi in Mantova; perciocché veggo eh’ei, dedicando a Francesco Gonzaga principe di Mantova e del Monferrato i suoi libri De astrologica rationct afferma «li essere stato chiamato dal duca Vincenzo di lui padre per istruir nelle matematiche esso e Ferdinando di lui fratello. L'ordinario soggiorno però del Magini fu l’università di Bologna, ed ivi egli ebbe fama di un de* migliori astronomi che allor vivessero. Le molte opere per lo più astronomiche da lui date alla luce, che si annoverano dall'Alidosi, ne fanno fede. Da esse raccogliesi ch’egli ebbe in quella 6tima che lor si dovea le osservazioni del Copernico; e benché egli non ne seguisse il sistema, come forse in altre circostanze avrebbe fatto, molto però si valse delle osservazioni Roma a baciargli il piede. Nella seconda, ch è scritta pur da Bologna a’ 12 di novembre, lo ringrazia dei’ 100 scudi che il duca gli avea l’alto donare, si compiace di avergli predetta la vicinanza al trono, gli promette di mandargli le predizioni di ciò che alla moglie e a figli di lui sarebbe avvenuto, e pronostica frattanto cosa che da ognuno poteasi preveder facilmente, che Ippolito di lui fratello sarebbe stato cardinale. La terza è scritta dal Gaurico già vescovo, ed è datata da Bologna ai’ 28 di settembre del 1554, e scrive in essa della edizione che un Tedesco pensava di fare delle 1 avole astronomiche di Giovanni Bianchini.