Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 2, Classici italiani, 1824, XI.djvu/138

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738 LIBRO l’uomo, e nelle due opere intitolale de Humana Phjrsiognomia e Cuci sti* Phjrsiognorniae, pretese d’insegnare come dalla fisionomia degli uomini si conoscano le naturali lor propensioni, e come queste si possano con naturali rimedii combattere, o superare; opere nelle quali più che nelle altre si abbandona il Porta ad osservazioni superstiziose e puerili, e indegne di quell’uomo dotto ch'egli era. Più pregevoli sono parecchie opere filosofiche e matematiche da lui lasciateci, quali sono i nove libri De refractione Optices parte, i libri intitolati Pneumatici e que’ Degli Elementi curvilinei, e un trattato di Prospettiva. Alcune parti della sua opera della Magia naturale furono da lui prodotte di nuovo separatamente e accresciute; e tali sono i libri De furtivis literarum notis, e quelli che son quasi gli stessi che i precedenti, De occultis literarum notis. Io lascio da parte più altre opere dal Porta date alla luce, delle quali si può vedere il catalogo presso i sopraccennati scrittori. Ma non vuolsi tacere che quest’ uomo medesimo, il qual pare che si dilettasse soltanto di studii serj e difficili, fu ancora scrittor drammatico e assai fecondo, singolarmente negli ultimi anni di sua vita, perciocchè ne abbiamo quattordici commedie, due tragedie, una tragicommedia, le quali però non sono le opere a cui il Porta debba la fama di cui gode tuttora. XXX11I. Abbiamo accennate le principali opere ! dal Porta date alla luce. Rimane a vedere come abbia egli giovato alla cognizione dell’ottica, e quali invenzioni a ragione gli vengano attribuite