Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 2, Classici italiani, 1824, XI.djvu/173

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SECONDO 7-3 poscia di nuovo nel 1579, fu quegli che più chiaramente svolse e spiegò la teoria così delle equazioni del terzo grado, come di quelle del quarto, della soluzion delle quali egli dà la lode al suo concittadino Ferrari. Di quest opera del Bombelli ci ha dato un assai vantaggioso estratto il Montucla (l. c.), mostrando quanto egli abbia felicemente promossa e avanzata l’ algebra, facendo in essa alcune nuove scoperte, e agevolando così la strada a quegli scrittori che nel secolo susseguente la condussero ad assai maggior perfezione. XLV. Dopo questi uomini illustri, da’ quali si può dir con ragione che le matematiche ricondotte fossero a nuova vita, non dobbiamo passar del tutto sotto silenzio alcuni altri, da cui pure esse furono coltivate felicemente, benchè non ottenesser la fama di inventori e di scopritori. Cosimo Bartoli gentiluom fiorentino, di cui si posson vedere esatte notizie presso il co Mazzucchelli (Scritt,. it. t. 2, par. i, ». /|3a, ec.) e presso altri scrittori da lui citati, oltre le traduzioni dell’Architettura e delle Opere morali di Leonbattista Alberti, della Consolazion di Boezio e d’altri libri, e oltre più altre opere storiche, poetiche e di diversi argomenti, pubblicò nel 1564 il Modo di misurar le distanze, le superficie, i corpi, le piante, le provincie, le prospettive, ec., e nel 1587 l’Aritmetica, la Geometria, la Cosmografia e gli Oriuoli di Oronzio Fineo, da lui recati in lingua toscana. Gianfrancesco Peverone da Cuneo in Piemonte diè in luce due Trattati in lingua italiana, l’uno di Geometria, l’altro di