Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 2, Classici italiani, 1824, XI.djvu/192

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792 LIBRO quattro nel 1567, è lodata dal Palladio, il quale parlando della proporzione da sè tenuta nella gonfiezza maggiore del mezzo delle colonne, mi son maggiormente confermato, dice (Architett l. 1, c. 13), in questa mia invenzione, poichè, tanto è piaciuta a Messer Pietro Cattaneo, havendogliela io detta, che l ha posta in una sua opera dArchitettura, con la quale ha non poco illustrato questa professione. Pregevole è il libro di Martino Bassi architetto milanese intitolato: Dispareri in materia d Architettura et Perspettiva, stampato in Brescia nel 1572. Diedero a questo libro occasione le controversie insorte tra lui e Pellegrino Pellegrini, architetto esso pure famoso, su alcune parti della fabbrica del gran duomo di Milano. Avendo essi disputato fra loro innanzi a’ presidenti di detta fabbrica, e non essendosi esse ancora decise, il Bassi ne diede al pubblico la relazione. aggiungendovi alcune lettere di altri celebri architetti, cioè di un Alfonso N. ch era in Verona, di Andrea Palladio, di Jacopo Barozzi, di Giorgio Vasari e di Giambattista Bertani. Molte utili riflessioni si fanno in quest’ opera, che agli studiosi dell architettura posson recare non picciol vantaggio. Essa percio è stata ristampata nel 1771 in Milano, colle aggiunte degli scritti del medesimo Bassi intorno all insigne tempio di S. Lorenzo maggiore della stessa città, con opportune annotazioni illustrate dall’ ingegnere Francesco Bernardino Ferrari. Tre libri degli ornamenti d’Archi lettura di Gherardo Spini fiorentino, segretario del Cardinal Ferdinando de Medici, si conservano