Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 2, Classici italiani, 1824, XI.djvu/197

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secolo 7<J7 LII. Uno de’ primi, s’io non m'inganno, a scriverne con qualche estensione, benchè l’opera da lui composta non uscisse che dopo più altre, fu Giambattista Bellici, ossia Bellucci, da S. Marino. Il co Mazzucchelli ha diviso questo scrittore in due, e del Bellici altro non dice (Scritt ital. t. 2, par. 2, p. 625), se non che ha pubblicata un opera intitolata Nuova invenzione di fabbricare fortezze in varie forme, stampata in Venezia nel 1 5t)8, c poscia di nuovo nel 1602. Del Bellucci ci dà più distinte notizie (iviyp. 709) tratte dall’opera del Vasari (T ile de Pitt. t. 2, p. 231, ec.), e dice ch’ei nacque in S. Marino nell an 1506; che dopo avere atteso alla mercatura, e dopo essere stato cameriere del contestabile di Roma, si applicò al disegno e all’architettura sotto Girolamo Genga pittore ed architetto di molto nome, una figliuola del quale prese a seconda moglie 3 che fu architetto del duca Cosimo; che servì felicemente il marchese di Marignano nell’espugnazione di Siena, che in premio di ciò fu dichiarato capitano d’infanteria 5 e che l’an 1554 fu ucciso di un colpo nella testa all’Aiuola fortezza di Chianti, mentre vi piantava l’artiglieria, e portato alla patria, fu ivi solennemente sepolto. Aggiugne poscia, ch’egli scrisse un trattato dell’Architettura militare, che suppone inedito, poichè ne cita soltanto un testo a penna presso il canonico Irico, a cui precede la dedicatoria dell’autore a Stefano Colonna. Or che il Bellici e il Bellucci non sieno che un solo scrittore, io il raccolgo da un passo del Ragionamento di Jacopo Castriolto,