Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 2, Classici italiani, 1824, XI.djvu/270

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870 li uno Ferdinando nominato poc’anzi, seguì le gloriose ves ti già del padre (*). III. Tanti e sì segnalati onori, a’ quali il Mattioli fu sollevato, si dovettero principalmente allo studio da lui posto nell’ illustrare Dioscoride. E veramente niun’opera uscì mai per avventura alla luce, che fosse e favorita ugualmente dalla munificenza de’ principi, e ugualmente accolta con encomii e con plausi. Nella dedica all’ imp Massimiliano II e agli altri principi dell'Impero, da lui premessa alla latina edizione del 1558, il Mattioli ricorda da prima quelli che nell’ illustrare la Materia medica innanzi a lui si erano esercitati, cioè Ermolao Barbaro, Niccolò Leoniceno, Giovanni Manardo, Giovanni Ruellio, Marcello Virgilio Adriani, Leonardo Fuchsio, Antonio Musa Brasavola, Jacopo Silvio, Luigi Mondella, tutti italiani T se se ne traggano il Ruellio, il Silvio e il Fuchsio. Quindi espone la diligenza e lo studio con cui egli erasi accinto a conoscere e a sviluppare sì vasto argomento, e accenna i viaggi che avea intrapresi per monti e per selve, per laghi e per fiumi, e perfino per entro alla sotterranee caverne. Più lungamente poscia si stende in esporre (*) Due lettere originali fiel Mattioli conservami in questo ducale archivio, una da lui scritta all’ ambasciatore del duca di Ferrara in Venezia a’ 24 di maggio del i^65 da Praga, ov’egli dice di esser poc’anzi arrivalo; f altra dalla stessa cillà a’ 23 di giugno del delio anno al medesimo dura, a cui manda i suoi Comenti su Dioscoridc, e dice che sono undici anni che è al sci vizio della casa d’Austria.