Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 2, Classici italiani, 1824, XI.djvu/393

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SECONDO delle altre città italiane ce ne offrono un gran numero, che troppo lungo sarebbe anche il solo accennare. Giovanni Antracino da Macerata medico di Adriano VI e di Clemente V li (a) fu riputalo un de più dotti che allor vivessero, e molte testimonianze di autori contemporanei a lui onorevolissime sono state raccolte dall’ab Gianfrancesco Lancellotti (Mem, di Ang. Colocci, p 72, ec.). Ei fu ancora elegante poeta, e alcune poesie se ne leggono nella raccolta intitolata Corj'ciaridj e deesi perciò aggiugnere agli Scrittori italiani del co Mazzucchelli. Francesco Severi da Argenta è esaltato con somme lodi da Paolo Manuzio, perchè nel tempo medesimo in cui esercita in modo la medicina, ch è annoverato tra’ più illustri, coltiva ancora con ammirabile felicità l’amena letteratura (/. \ì cp. 32). Un latino epigramma ne ha pubblicato il Borsetti (II tòt. Gjnin. Ferr. t. 2, p. 164). Ma egli ebbe un troppo tragico fine; perciocchè scoperto infetto delle opinioni dei novatori, anzi eretico Georgiano, come si legge in una Cronaca ms. di Ferrara in questa biblioteca, fu nella detta città decapitato, e poi arso a’ 7 di settembre del 1570. Baccio Baldini professore nell’università di Pisa, protomedico del gran*duca Cosimo I, e prefetto della biblioteca {a) Non è abbastanza provalo che P Antracino fosse medico di Clemente VII; e l'ab. Lnncellotti nfieruia soltanto che questi fu protomedico iu Roma a’ tempi del detto pontefice. Meritau di esser lette le belle notizie che dell’Antracino ci ha date il valoroso signor ab. Marini (Degli Archiatri pontif, t. 1, p. 358, ec.). Tirabosciii, Voi XI. 25