Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 2, Classici italiani, 1824, XI.djvu/478

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t 1078 LIBRO nella chiesa della Minerva un magnifico mausoleo, e il cardinal Giovanni di lui fratello uomo esso pure e pel saper legale e pel senno assai rinomato (Mazzucch. Scritt ital. t. 1, par. 1, p. 388; Bentivoglio, Mem. l. 1.) Due cardinali ancora si nominano dal Panciroli tra’ famosi giureconsulti, Francesco Maria Mantica natio di Pordenone nel Friuli (c. 193) e Domenico Pinelli genovese (c. i r>8)? perciocché amendue, e il Mantica singolarmente, per molti anni tennero scuola di leggi all’ università di Padova. Ma le lor geste son già abbastanza illustrate dagli scrittori della storia de’ cardinali, senza ch’ io mi trattenga o a ripetere, o a compendiare inutilmente i loro racconti. Angelo Matteacci natio di Marostica nel Vicentino, due Ottonelli, e Luigi e Antonio Discalzi, e Bartoloinmeo Sab atico, tutti padovani, son rammentati con lode dal medesimo Panciroli (c. 195, 196, 197) il quale fa ancor l’elogio di Jacopo Menochio (c. 194) che sarà l’ ultimo degli annoverati da questo scrittore, su cui per poco ci tratteniamo. XIII. Era egli di patria pavese, e cominciò nella sua medesima patria a spiegar dalla cattedra il Diritto civile, cioè, come si accenna nel più volte citato Catalogo de’ Professori di quella università, l’an 1555. Cinque anni appresso il duca Emmanuel Filiberto, che alla sua nuova università aperta in Mondovì invitava con magnifiche ricompense i più celebri professori, chiese ed ebbe fra gli altri il Menochio, e della partenza di esso si fa menzione negli Atti della detta università di Pavia,* ove