Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 2, Classici italiani, 1824, XI.djvu/482

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io8s unno così coll' affabilità de costumi e colla cultura delle umane Lettere a ciascun altro si può pareggiare. Finì di vivere nel 1605; e ne riferisce il Borsetti l’iscrizion sepolcrale (l. c. p. 102). Di amendue questi celebri giureconsulti si hanno ancora più distinte notizie presso il Baruffa Idi (Guariti. Suppl. ad Borsett. pars 2, p. 3i)j 5o, 5f). Sigismondo per ultimo fu pel suo sapere nelle leggi onorato di ragguardevoli impieghi, e fra le altre cose fu destinato dal Cardinal Ippolito II d’Este a reggere la città di Siena (Borsetti, l. c. p. 168). Degno è d esser letto un epigramma di Giambattista Pigna, in cui unendo insieme questi tre Cati, loda la loro eloquenza, la lor destrezza, la lor perizia nell'uno e nell’altro Diritto, eie sottili e ingegnose lor dispute (Carm. l. 2). Uomini parimente di molto grido nella stessa università di Ferrara furono Prospero Pasetti ferrarese, e gli elogi che ne fanno Giulio Gregorio Giraldi e il Pigna ne' luoghi dal Borsetti citati (l. c p. i49)> bastano a farcene certa pruova e Ippolito Riminaldi autore di molte opere, e morto in Ferrara sua patria nel 1589 (ib. p. 154), e Jacopo Cagnaccini, da cui e la giurisprudenza fu illustrata con alcune opere legali, e con eleganti versi coltivata la poesia (ib. p. 135); e Cammillo Vistarini pavese (ib. p. 128), e Serafino Giacobelli ferrarese (ib. p. 141) ed altri in gran numero, che nella Storia di quella università vengono rammentati, e si accennano gli elogi co' quali essi sono stati onorati dal Calcagnini, dal Giraldi e da altri uomini dotti di quell’ età; e del Vistarini singolarmente fa il