Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/115

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TERZO 1267 XXV. Circa il tempo medesimo in cui il Calcagnini prese ad illustrare le antichità egiziane, entrò nello stesso argomento Giovanni Piero Valeriano di Belluno della famiglia Bolzani, e nato nel 1477 La povertà della sua famiglia non gli permise l'applicarsi che tardi agli studi; ed egli avea quindici anni, quando cominciò ad apprenderne i primi elementi. Urbano Bolzani suo zio, di cui diremo altrove, chiamollo poscia a Venezia; ma egli era sì povero, che dopo essersi ivi mantenuto per alcuni mesi, dovette darsi, per vivere, al servigio d’alcuni patrizii. Così afferma chiaramente egli stesso: A patruo demum Venetas accitus ad undas, \ ix menses nostro viximus aere decem. Patriciis igitur servire coegit egestas JE rumnosa, bonis invida priucipiis. Eleg. de culamit. siine vltae. E io non so perciò intendere come il P. Niceron abbia affermato ciò esser falso (Mém, des Homm. ill t. 26, p. 350). Ripigliò poscia gli studi, ed ebbe a maestri Benedetto Brognolo, Marcantonio Sabellico, Giorgio Valla e Giovanni Lascari, com egli stesso afferma (Nuncupat. l. 46 Hierogl.), aggiugnendo altrove che dal Sabellico, secondo il costume di quell’età, gli fu cambiato il nome di Giampietro in quel di Pierio (Nuncupat. l. 18 Hierogl.). In questi studi egli occupossi sino all anno ventitré di sua età, cioè fino al 1500, quando ei volle passare a più seri studi della filosofia, come raccogliesi da un epigramma da lui seri Ito a Josippo Faustino allor suo maestro (Carmin.