Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/152

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i3r>4 Linno nondimeno trattennersi ne tempi da noi più rimoti, possono andar del pari co’ mentovati finora. L'Italia travagliata di F. Umberto Locato piacentino dell’Ordine de’ Predicatori, e vescovo di Bagnarea, in cui comprende le guerre tutte d’Italia dalla venuta di Enea sino a’ suoi tempi, appena or trova lettori, ne è molto meritevole di ritrovarne. Tre scrittori quasi al tempo medesimo presero a scriver la Storia della celebre contessa Matilda, d Silvano Razzi camaldolese, Guido Mellini fiorentino e d Benedetto Lucchini mantovano monaco casinese; e questi due ultimi, i quali anche vennero insieme a contesa su alcuni punti, sforzaronsi di richiamare i monumenti e la critica a lor soccorso; e in alcune cose dissiparono felicemente le tenebre, ma in molte ancora caddero in non piccioli falli, come han poscia provato forniti di migliori lumi i posteriori scrittori. Ma queste opere e questi scrittori svaniscono innanzi all’ immortale Sigonio. Egli è il solo che fra la folta caligine de barbari secoli passeggia con piè sicuro e sparge luce per ogni parte. Di lui però si è già detto poc anzi, e non dobbiam qui trattenerci in inutili ripetizioni. XXXVI. Più agevol cosa era lo scrivere la storia delle cose avvenute a suoi tempi, delle quali gli scrittori medesimi o erano stati testimonii di veduta, o potevano esserne di leggieri informati da chi in esse avea avuta non picciola parte. E molti in fatti tra gl Italiani entrarono in questo campo, scrivendo le cose a tempi loro accadute o in tutta l’Europa o