Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/166

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l3l8 LIBRO armi che in lettere. Perciocchè avendo egli in una sua amenissima villa sul Lago di Como, che da lui stesso descrivesi innanzi alla detta opera, raccolti i ritratti de’ personaggi più illustri, ne volle perpetuar la memoria con tesser loro questi Elogi, alcuni de’ quali però, a dir vero, sono anzi satire che elogi. Tutte queste opere sono scritte in latino. In italiano, oltre le Lettere da noi già citate, e alcune altre che si leggono sparse in diverse raccolte j ne abbiamo il Ragionamento sopra i motti e disegni tPArme e iCAmore. Delle quali opere e di qualche altra cosa di minor conto, si posson vedere più minute notizie presso il P. Niceron, Apostolo Zeno ed altri scrittori bibliografi. Nelle sue Lettere (p. 58) accenna un libro che avea in animo di pubblicare, col titolo De esculentis etpotalentis, quae veniunt in mensam Romani Pontificis; ma dice che la difficoltà della materia gliene fece deporre il pensiero (*). (*) In questo ducale archivio conservansi alcune lettere di Gasparo Sardi al Giovio, dalle quali raccogliesi che questi ricorreva al Sardi per avere le opportune notizie da inserir nello sue Storie riguardo a’ duchi di Ferrara, e che il Sardi scriveagli liberamente ciò che credeva degno di correzione nelle opere da esso poi pubblicate, e una ancora del Giovio al duca Alfonso I, scritta da Roma a’ 28 di giugno del 1524, in cui lo ringrazia di non so qual dono mandatogli, e si sottoscrive Paulo Jovio Physico. Quattro ancor ne ho ivi vedute da lui scritte al duca Ercole II. Nella prima, scritta da Novara agli 11 di gennaio del i 4 * gl* chiede un ritratto dell’ Alciati pel suo Museo, come già avea avuto da Alfonso I quello del Leoniceno; nella seconda,