Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/167

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


TERZO l3lQ \XXIX. Quasi allo stesso spazio di tempo, rioò dal i494 fi*10 al 1534 > condusse in lingua italiana la sua Storia Francesco Guicciardini; ma dove il Giovio abbracciò le vicende che è 26 d'aprile del 1549 da Roma, gli rende grazie di un rubino che aveagli mandato in dono; nella lei za, scritta da Reggio ai’ 9 di ottobre dell’anno stesso. gli dà avviso che nella primavera ventura tornerà a Ferrara, e che nel viaggio è sempre stato alloggiato e trattato assai onorevolmente da’ governatori delle città ad esso sogg< lte; nell* ultima finalmente, scritta da Firenze a' 25 di settembre del 1550, gli manda la prima parte della sua Storia allora stampata. Il museo del Giovio qui accennato fu una delle più memorabili imprese che l’amore delle belle arti e delle belle lettere producesse nel secolo xvi. La descrizione ch’egli stesso, e poscia altri ne han fatta, fa concepir maraviglia come un uom privato potesse giugnere a tanto; ed ei dovette in gran parte il felice successo di questa sua grande idea alle sue Storie medesime. Perciocchè sapendosi ch’ egli scriveva le cose dei’ tempi suoi, molti solleciti del loro buon nome gl inviavano pregevoli doni, sperando che ciò dovesse render loro favorevole lo storico. Fra le altre cose nel suo testamento, che conservasi presso i discendenti ed eredi, ci fa menzione di uno smeraldo in forma di cuore mandatogli in dono dal celebre Fernando Cortez conquistatore del Messico. Ma il museo del Giovio soggiacque esso pure alle vicende a cui tanti altri bei monumenti han dovuto cedere. Benchè Paolo nel suo testamento sottomettesse il museo alla legge di strettissimo i’edecommcsso, prescrivendo che non si potesse togliere pure un chiodo, nondimeno fin dal principio del secolo XVII Sigismondo Boldoni nella sua opera intitolata Larius, stampata nel 1617, ne piangea le rovine. Di fatto le pitture sul muro, le medaglie, le statue, gli addobbi, le cose indiane e americane in gran copia ivi raunate sono ite disperse. Ciò che solo vi è in gran parte rimasto, sono i ritratti degli uomini illustri in tela, che sono ora