Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/179

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TERZO I 33I suo fratello (/pi, p.), con Camillo a goderti sì belle possessioni, e se non avete industria di moltiplicarle, non le discapitate almeno. Ricordovi che nostro padre si diede a quello esercizio, con il (qual macchiò la nostra antica nobiltà; nè però ha fatto murar pur un mattone in una di tante case, che abbiamo, nè piantare un arbore in tanti poderi. (Gli raccomanda inoltre di onorare la madre, la quale dice ch essendogli morto il marito, mentr egli Luca non contava che undici anni, ed era il maggiore di tutti, gli ha allevati con sommo*amore. L'anno della sua nascita, secondo l’ iscrizion sepolcrale postagli in Pavia, e riferita dal Ghilini, dovett’essere il 1505. Ei nondimeno in una sua lettera del l560 dice di avere allora cinqnantatrè anni (p. 241); il che ci condurrebbe al 1507. Dopo avere fatti in Siena i primi suoi studi, passò in Bologna; e del favore ch' ivi incontrò presso molti ragguardevoli personaggi, fa menzione in una sua lettera scritta nel 1541 al conte Uguccione Rangone: I primi, parla egli de’ signori cortesi da lui conosciuti (ivi, p. 52), ch' io habbi sperimentato, furono al tempo, ch io studiava in Bologna, il Conte Filippo dei Pepoli, il Conte Guido suo figliuolo, poco dopo il Conte Giulio Bojardo Conte di Scandiano, dove praticai seco molti giorni, il sig. Girolamo Marchese Pallavicino da Cortemaggiore, il signor Sigismondo da Este, il Marchese di Soragna, e il Conte Uguccione Rangone. Dopo avere per sette anni soggiornato in Bologna, passò a Roma alla corte del cardinal Agostino Trivulzi.