Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/218

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] 370 LIBRO delle altre opere da lui composte, delle diverse loro edizioni, di quelle che son perdute o ri giacciono inedite, de’ grandi elogi co’ quali egli è stalo onorato, delle medaglie in onor di esso coniate, -delle accuse colle quali hanno alcuni tentato di oscurarne la fama, e di più altre cose intorno alla vita e alle letterarie fatiche dei Bembo, io lascio che ognuno vegga le più esatte notizie presso il conte Mazzucchelli e presso gli altri scrittori da lui citati. Lll. Dopo la morte del Beinbo, fu destinato a succedergli nell’ impiego di storiografo della Repubblica Daniello Barbaro da noi mentovato altrove; ma poco egli scrisse, e due soli frammenti da lui stesi in lingua italiana ne ha trovati il sopraddetto Foscarini (ivi, p. a54), sulla cui scorta singolarmente io verrò ragionando in breve degli altri storici veneti. Luigi Contarmi nipote del celebre cardinale, e giovane di non ordinarie speranze, sottentrò al scopertosi nell"1 archivio del Consiglio de’ Dieci, e trasportato poi alla pubblica biblioteca di S. Marco, ha tolto ogni sospetto. Esso è scritto di man del Bembo, trattene poche pagine al principio, e ciò che più importa, in molte cose non sol quanto allo stile, ma anche quanto alla sostanza de’fatti, è diverso dall'edizioni che ne avevamo avute finora. Quindi lodevolissimo è stato il consiglio di Sua Eccellenza il sig. cavaliere e procuratore di S. Marco Francesco Pesaro di darlo alla pubblica luce; e l’ edizione per ogni riguardo magnifica e degna dell’autore, non meno che dell'editore, ne è stata fatta in Venezia dal Zatta in quest’anno 1791- H eh. D. Jacopo Morelli vi ha premessa un’ erudita non meno che elegante prefazione, in cui ci dà un’ esattissima storia di tutto ciò che a questa grand’ opera del Bembo, e al volgarizzamento di essa appai tiene.