Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/223

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TERZO i375 Contarmi, Emilio Maria Manolesso, e più felicemente di essi al principio del secolo susseguente Girolamo Diedo, e in lingua latina Giannantonio Guarnieri bergamasco, per tacer d'altri le cui opere sono inedite (ivi, p 284, ec.). Ai quali scrittori di storia debbonsi aggiugnere ancora il trattato De Magistrati e della Repubblica veneta del gran cardinal Contarini, libro di. merito assai maggior che di mole, e quello di somigliante argomento di Donato Giannoni fiorentino, operetta essa ancora molto accreditata, e alcune opere del famoso F. Paolo, di cui altrove si è detto, ed altre che cosa lunga non meno che inutile sarebbe il rammentare distintamente. LIV. Nè soli furono i Veneziani a scriver le cose loro; ma anche alcuni stranieri con essi si unirono a celebrarle. Oltre gli Annali veneti di Giulio Faroldi, stampati in Venezia nel 1577, ch è probabilmente lo stesso che l’autore della Vita di Vespasiano Gonzaga, da noi già nominato, e oltre il poema latino in dodici libri diviso di Francesco Modesto riminese, intitolato Venetiados, e stampato nel 1501, una bella ed elegante Storia della Guerra di Cipri ci diede Antonmaria Graziani vescovo d'Amelia, uno dei più colti scrittori di questo secolo. Egli stesso ha scritta stesamente la Vita sua nell opera intitolata De Scriptis invita Minerva; e da essa, e insieme dall elogio che l Eritreo ha fatto di questo scrittore (Pinacoth. pars 2, P 186), e che dal P. Girolamo Lagomarsini è stato illustrato con ampie note e premesso all’ edizion da lui fatta dell opera stessa, noi