Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/231

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TERZO i383 lingua latina, e nell1 italiana ci diede la Storia degli Scaligeri, « Bai tolomineo Corte che una stesa Storia della medesima città diè in luce dall’ origin di essa fino al 1560, opera che, benchè abbia non pochi difetti (Maffei, Ver. illustr. par. 2, p. 377), ha ancora non pochi pregi, ed è stata in questo secolo nuovamente stampata. Elia Cavriolo al principio di questo secolo illustrò la storia di Brescia sua patria dalla fondazione della città fino a’ suoi tempi con una Cronaca divisa in quattordici libri, ch è poi stata ancor tradotta 111 lingua italiana, e pubblicata più volle j c un libro sulle antichità di Brescia, intitolato Brescia antica, fu dato in luce da Giambattista Nazzari nel 1562. Francesco Bellafini bergamasco segretario e cancelliere nella sua patria, onorato più volte di ragguardevoli commissioni, e morto nel 1543, pubblicò un libro De Origine et temporibus Urbis Bergomi, che fu poscia recato in lingua italiana, e che è scritto con erudizione e con critica, trattone ov egli pure si lascia sedurre dagli apocrifi scrittori Anniani; e a lui pure si dee la pubblicazione dell’ opera di Marcantonio Micheli patrizio veneto intitolata Agri et Urbis Bergomi Descriptio (V.Mazzucch. Scritt. ital. t. 2, p. (635). Tra gli storici sacri abbiam fatta menzione del libro di Bartolommeo Peregrino sulla Storia di questa chiesa, e in questo capo abbiam trattato del libro di Grisostomo Zanchi, in cui ragiona delle antichità di questa città medesima. Achille Mozzi nobil bergamasco distese in versi latini gli elogi degli uomini illustri della sua patria col titolo