Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/27

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TERZO I 1 ng nell'ampia et poderosa Città di Milano, né solamente nato, ma lungamente nutrito et nelle buone arti ammaestrato, ec. In qual anno nascesse, a me non è avvenuto di poterlo scopi ire. Ma i maestri ch’ei dice di aver avuto in Milano, ce ne scuopronoa un dipresso il tempo. Oltre Bernardino Negri (Catal. p. 450), ei nomina Alessandro Minuziano, dal quale, dice (ivi, p 451), ho udito i Commentarli di Cesari* j scudo fanciullo, e Celio Rodigino mio fi onorato Precettore (Comment delle cose d Ital. p. 36). Or il Minuzziano, come di lui parlando si è detto, morì poco dopo il 1521. Il Rodigino, come altrove vedremo, fu in Milano tra’l 1516 e’l 1521. E perciò la nascita di Ortensio si dee fissare a’ primi anni di questo secolo. Da Milano fu poi inviato a Bologna per continuare i suoi studi (Paradossi, l. 2., parad. 23), ed ivi ebbe a suo maestro Romolo Amaseo (ivi, parad. 20). Trai'suoi maestri egli annovera ancora Bernardino Donato Veronese (Catal. p. 4^9)> che secondo il marchese Maffei tenne scuola in Padova, in Capo di Istria, in Parma, in Ferrara e in Verona (Veron. illustr. par. 2, p. 318). Nè io saprei decidere se ad una di queste città si recasse Ortensio, o se, oltre esse, anche in Milano fosse professore il Donato. Convien dire ch’ ei fosse assai povero di sostanze, perciocchè dal finto oppugnatore dei’ suoi Paradossi si fa rimproverare che le lettere sono state cagione, ch egli ito non sia mendicando il pane iP liscio in uscio (Confitaz. Paradossi, p. 7). Forse questa sua povertà lo indusse ad esercitare la medicina,