Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/26

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I 1^8 LIBRO «legno «li esser qui rammentato, se il dovere di favellarne in qualche parte di questa Storia non mi persuadesse a dargli qui luogo, ove la prima volta mi si offre occasione di nominarlo. Egli è Ortensio Landi, uomo di molto ingegno, di poco studio, autore di molti piccioli opuscoli, che non sono di gran vantaggio alle lettere, ma che e per la lor rarità, e per gli strani argomenti, e più di’ogni cosa per le pazzie che fautore vi ha inserite, sono assai ricercati. Niuno ha scritta la Vita di questo capriccioso scrittore, e pochissimo è ciò che ne han detto il Bayle (Di et. art. Lando) e l’Argelati (Bibl. Script, mediol. t, 2, pars 1, p. 781) (a). Io prenderò dunque a scrivere con qualche esattezza, giovandomi sì delle opere stesse del Landi da me per la maggior parte vedute, sì delle diligenti ricerche che su ciò ha fatte il diligentissimo Apostolo Zeno in molti passi delle sue note alla Biblioteca del Fontanini. Domenico Landi e Caterina Castelletta milanese gli furono genitori j ed egli stesso il nomina espressamente .(Cataloghi, l. 4, p. 300). Il padre era di patria piacentino (Varii Componim. p. 102), ma in più luoghi egli afferma d esser nato in Mi* lano, ove pare che il padre trasportata avesse la famiglia: Tu nato indegnamente, dice egli fra le altre cose, ove tìnge che uno impugni i suoi Paradossi (Conjutaz. dei Paradossi, p. 15), iti) Ciò che appartiene alla vita e alle opere di Ortensio Lnndi è stato poscia più accuratamente svolto e illustrato dal eli. sig. proposto Poggiali nelle sue Memorie per la Storia letteraria di Piacenza (f, 1 371, ec\).