Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/273

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TERZO * 4J5 dcll’Àliprando incautamente sedurre dal l’Ialina. Eia Alario natio di Alvito negli Equicoli, da cui prese il nome. Il 1 afuri allei ma che nella università di Napoli ei prese la laurea legale, e che indi passò al servigio di più principi, e tra essi del duca di Ferrara Alfonso I, di cui per più anni fu segretario, e a lui accettisimo (Scritt. del Regno di. Nap. t. 3, par. i, p• i4> ec-)• Non parmi però, che il Borsetti abbia avuto bastevole fondamento ad annoverarlo tra gli alunni dell' università di Ferrara (ili st. Gymn. Ferr. t. 2, p. 290). Io crederei più probabile che l’ Equicola fosse ivi a tempi e al servigio di Ercole I, e che quando Isabella nel 1490 fu data in moglie al marchese di Mantova Francesco Gonzaga, l’Equicola con essa si trasferisse a questa città. In fatti il Bandello gli dà il titolo di Precettore di Madama di Mantova, e insieme ne fa questo elogio: Egli è uno di quegli uomini, dei quali tutte le Corti vorrebbono esser piene • perciocché oltrecchè è un Archivio di Lettere, e fin da fanciullo in molte Corti nodrito, è poi soavissimo compagno, arguto, faceto, pronto, buon parlatore, e di quelli che mai a le brigate non lascia con i sui piacevoli motti rincrescere (t. 1, nov. 30). Con somiglianti lodi di lui ragiona il Calcagnini in due lettere ad esso scritte (Op. p. 89, 94), e altrove lo dice virum et manu strenuum, et lingua disertum, et ingenio clarissimum (ib. p. 558). Il ch. sig. abate Bettinelli ci dà ragguaglio di un altro opuscolo da me non veduto dell Equicola, cioè della descrizione del viaggio ch' ei