Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/272

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14a4 libro (ih. p. 1935); in due altre ei tratta molte quistioni astronomiche, e parla della traduzion di Vitruvio, nella quale abbiamo altrove osservato ch’ egli ebbe gran parte (ib. p. 1965). Da un’ altra par che raccolgasi ch egli avesse scritto un libro su^Tmmortaiità dell’ anima (ib. p. 1975). Il ch. sig. conte Antongiuseppe della Torre di Rezzonico avea in animo, come in più luoghi accenna lo stesso Argelati, di fare una compita edizione di tutte le opere di questo valoroso suo concittadino. Ma forse tutto intento al suo Plinio non ha potuto eseguire il conceputo disegno. Noi speriamo ch’ esso sarà condotto felicemente ad effetto dal signor conte Giambattista Giovio da noi più sopra lodato, presso il quale sappiamo che parimente conservansi le opere inedite di questo suo illustre antenato (a). LXI1I. 11 favore di cui i Gonzaghi furon liberali alle scienze, meritava che molti scrittori essi trovassero encomiatori delle loro gloriose imprese. Pochi nondimeno essi sono, e di non molto valore. I Comentari della Storia di Mantova di Mario Equicola, stampati nel 15a 1, sono la prima e la miglior opera che in questo genere si abbia, benchè scritta assai rozzamente; e l’ autore dee singolarmente lodarsi pel confutare che fa sovente le favole (a) Anche di Benedetto Giovio,-che fini di vivere nel i544, ci ha dato l’elogio insieme con quel di Paolo il soprallodato co. Giambalista, che di lui pure ragiona ne’ suoi illustri Comaschi. Alcune opere mss. ne ha indicate il P. abate Casati (Cicervii Epìst. t. i, p. 107).