Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/289

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TERZO *44* rinnovato, stampato in Parigi (ivij pche è probabilmente quella che altri citan col titolo di Osservazioni Militari. Nè io debbo tacere ch’egli narra (ivi p. 107) di avere fatto rinnovare in Modena, non so in qual occasione, il sepolcro di Tommaso du Prat vescovo di Clermont, morto mentre accompagnava pel viaggio la duchessa Renata, che veniva nell’ an 1528 sposa di Ercole II. Le cose finor narrate ci scuoprono assai chiaramente il carattere del Simeoni troppo gonfio del suo sapere, che pur non era moltissimo. Tutte le sue opere ne fanno pruova; e da esse ancora raccogliesi, come osserva Apostolo Zeno (l. cit.)7 che solea costui talvolta ne’monumenti antichi, in cui s incontrava, scolpire il suo proprio nome, come se da esso si aggiugnesse loro nuovo ornamento. Ma la più chiara pruova della pazza superbia, in cui egli era montato, è l'elogio ch’ ei fece a se stesso, e di cui abbiam recati alcuni passi. Ecco come in esso ei descrive i suoi costumi ed i suoi studi: Regios omnes mores prae se tulit. Arma, equos, venatum, aucupium, lantani rcilolentemqnc supcllectilem, musiceli, numi sm afa, statnas, signa, tabulas, nemora, prata, rivulos, locaque recondita eousque dilexit, ut ne dum cereras artes et plebiculae coetum, sed omnino urbes fastidiret. In consilio perspicax, in judicio acer, inventionis acumine clarus, risus et sermonis parcus, invi dit umqnani ne mini 7 amavit pertinaci ter, breviter odit, neque odium, neque amorem simulavit. Amicorum paucos novit; horarios multos