Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/325

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TERZO »477 mancante, appena meritando tal nome quelle ch erano state finallor pubblicate. Dopo lo studio e la fatica di oltre a quaranta anni da lui impiegati nel leggere ed esaminare gli antichi storici, e nel raccogliere monumenti da’ pubblici e da’ privati archivii, ne lasciò uscir come un saggio nella parte I che fu stampata in Napoli nel 1572. Ma egli non fu pago di questo suo primo lavoro, e correttolo e accresciutol! di molto, diè in luce finalmente nel 1581 Le Istorie (del Regno di Napoli divise in venti libri, ne’ quali dalla morte dell’ imperadore Federigo II scende sino alla guerra accaduta a tempi del re Ferdinando I. Benchè l’autore sia spesso caduto in non piccioli abbagli, difetto appena evitabile a chi il primo intraprende a scrivere una compita Storia, egli ciò non ostante è sempre stato considerato come il migliore storico di quel regno, e una nuova edizione se n è fatta ancora nel 1735. Delle Rime di Angelo diremo altrove. Tra le storie di alcuni fatti particolari concernenti questo regno medesimo io indicherò solamente La congiura de Baroni del Regno di Napoli contra il re Ferdinando I, stampata in Roma nell'an 1565, e scritta da Cammillo Porzio napoletano, figliuolo, secondo Apostolo Zeno (Note al Fontan. t. 2, p. 231), di quel Simeone di cui parlato abbiamo tra’ filosofi. Egli in età giovanile andò viaggiando per diverse città d’Italia, trattenendosi a studiare nell’ università più famose 5 e abbiamo una lettera di Bartolommeo Ricci ad Agostino Abiosi, in cui gli raccomanda Cammillo, giovane, dice, ben istruito nella greca c nella