Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/355

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


TERZO iSoj susseguente io non trovo chi abbia fatta di lui menzione, finchè il Ciccarelli prima di ogni altro non cominciò a nominarlo. Da lui, come si è udito poc’ anzi, l' ebbe il Ciaconio; da lui, come afferma il Velsero nella lettera sopraccitata, l’ebbe il Sansovino, che lo cita talvolta nella sua Origine delle Famiglie illustri (d Italia, e forse da lui ancora l ebbe il Sigonio, e si lasciò ingannare, come talvolta accade anche a’ grand uomini, da questo impostore. Il carattere antico, in cui il Pignoria dice ch era scritto il codice del Tassoni, non dee recar maraviglia, perchè è noto qual sia stata l abilità de’ falsarii nel contraffarlo. Aggiungasi che altronde sappiamo che il Ciccarelli godeva di fingere e di supporre non solo antichi monumenti, ma anche antichi scrittori, e ne abbiamo la pruova nel passo della lettera di Adriano Politi a Giugurta Tommasi da noi recato nel parlare degli storici di Siena. E non è perciò improbabile che questa Storia genealogica di Fanusio Campano fosse ella pure ideata, e a suo modo composta da quell’ ardito impostore, e chi sa che forse ancora più altre somiglianti Storie che dal Ciccarelli si citano, e alcune delle quali trovansi in alcune biblioteche, come quelle di Giovanni Selino, di Jacopo Corello, e d’altri di cotal pasta, non sieno esse pure lavoro del Ciccarelli, o di altri di lui discepoli e imitatori? Un diligente esame che se ne facesse da un dotto critico, potrebbe darci su ciò molti lumi (*). (*) Io avea citato l Allacci tra gli scrittori che ra-