Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/38

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I IQO LIBRO Sicilia (/. a, para/l. j.\), e tra gli Svizzeri e tra' Grigioni (ivi, parad. 23). Compiuti tutti questi suoi viaggi, par ch egli si stabilisse in Venezia. Ivi nel 1548 diè alla luce le Lettere di molte valorose Donne, cioè scritte da lui medesimo sotto il nome di esse, il che pure dee intendersi delle Lettere consolatorie di diversi autori, stampate nel 1550, e de Sermoni funebri di varii autori nella morte di diversi animali, stampati in Genova nel 1559, e delle Lettere di Donna Lucrezia Gonzaga, date in luce in Venezia nel 1552. Opuscolo più culi oso è La Sferza de’ Scrittori antichi et moderni di M. Anonymo d Utopia, stampata in Venezia nel 1550, in cui egli disperatamente malmena e strapazza i più celebri autori e le scienze medesime, sicchè egli stesso quasi ad antidoto vi aggiunse una Esortazione allo studio delle Lettere. I sette libri de Cataloghi a varie cose appartenenti ivi stampati nel 1552, sono anch essi una nuova testimonianza della franchezza e dell’ ardire del Landi pel mal che dice di molti, e sì, che, com egli stesso si duole nel fin dell opera, i Veneziani il costrinsero a toglierne parecchi articoli troppo 1 mordaci. Nell’ anno stesso uscirono i due Pa- ] neghici ili lode della Marchesana della Padulla I c della suddetta donna Lucrezia; ed ei volle 1 ancora provarsi a scriver da ascetico e da teo-| logo, del quale studio dice altrove che fin ila I fanciullo era stato assai vago (Serm, funebr. 1 p. 34), e pubblicò il Dialogo, nel quale si I ragiona della consolazione et utilità, che si I gusta leggendo la Sacra Scrittura, dedicato a I