Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/40

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IIJp LIBRO alienila che avea già egli scritto su questo ar- J gomenlo; ma venutogli alle mani in Piacenza I il libro d’isabella, diè questo alla luce, e al fuoco il suo. Ei dice ancor di aver fatte al- ] cune traduzioni d autori Greci non più veduta 1 d nostri tempi (Serm, funebr. p. 36)..Ma non | sappiamo quali esse siano. Fin quando vivesse I il Landi, non può accertarsi. Se le Orazioni funebri di diversi animali furono la prima volta | stampate in Genova nel 1559), par che fin al-J lora ei fosse in vita. Ma io dubito che qualche H altra edizione, benchè a me non nota, se ne J facesse dapprima. Ancorchè però in quell anno 1 ei non fosse ancor morto, non credo che molto sopravvivesse, perchè di lui più non trovasi! menzione alcuna. Ei coltivò l amicizia di aUfl cimi degli uomini dotti di quella età. Egli è I lodato come uomo di molto ingegno da Al-1 berto Lollio in un sua lettera citata daApo-i Apostolo Zeno { t. 2, p. 114), dalla quale ancora raccogliesi ch egli era ascritto all accademia' degli Elevati di Ferrara, e che di essa avea parlato con lode in un suo dialogo diretto al medesimo Lollio, che or più non si truova.1 Tra le lettere del Muzio ve n’ha una ad Or-I tensio, in cui il ringrazia delle lodi che date! avea alle sue opere (Muz. Lett. p. ìc>4, cd.ì Fir. i ogo). Ma principalmente ei fu unito in amicizia con Pietro Aretino, di cui parla se m- I pre con molta lode. Una lettera abbiamo a lui scritta da Ortensio, nella quale il prega a lo-1 darlo, singolarmente innanzi alla Vita di S. Ga- j terina, c si sottoscrive: Ortensio Tranquillo Landi Milanese (Lettere alt A ret. t. -i, p. i5a),