Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/493

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TERZO l645 di ogni condizione, di ogni età, d’ogni grado, i principi istessi, anzi ancora un numero grande di donne, faceansi di questo studio o una piacevole occupazione, o un dolce sollievo alle loro più gravi cure. Di alcuni de' principi italiani, e di que’ singolarmente della famiglia Gonzaga, già abbiam veduto che la coltivarono felicemente, e ad essi aggiugnerò io qui Vespasiano duca di Sabbioneta, alle cui lodi, da me altrove accennate, non mancò ancor quella di colto poeta italiano, come ha provato il ch. P. Ireneo Affò, che ne ha di fresco scoperte alcune eleganti Poesie, e le ha pubblicate dopo la Vita di esso stampata in Parma nel 1780 (a). Per ciò poi che appartiene alla plebe, se non è, come sembra probabile, una scherzevole impostura la Raccolta pubblicata in Mantova nel 1612 da Eugenio Cagnani, noi raccogliamo da essa che anche i più bassi artefici, i calzolai, i tessitori di cendali, i (a) Si i detto altrove che anche il cardinale Scipione Gonzaga coltivò felicemente la volgar poesia. E 10 ne l‘o qui nuovamente menzione per aggiugnere a ciò che ho detto ^ii quel celebre personaggio, che i tre libri de1 Comentari della sua Vita, da lui medesimo illustrate con molla eleganza, sono ora alla pubblica luce’ per opera di S. E. il sig. Cardinal buigi Valenti Gonzaga, splendido protettore de’ buoni studi, il quale in quest'anno 17cj 1 ne ha fatto lare in ltoma una bella edizione, accresciuta ancora di un supplemento a compir la \ ila del cardinale, e di copiose ed erudite annotazioni, opera del sig. abate Giuseppa Marotti prolessor di eloquenza nel collegio romano, della cui eleganza nello scriver (..tino non c questo il primo saggio elio abbiamo.