Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/522

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i(rj4 i.i uno (Lett. di XJII Uorn. ili. p. i, 73, ec.); ritiratosi finalmente dopo le sventure del principe a vita tranquilla, e morto nel 1556 (PocCiant. Scritt, fior. p. 168). Due Ugolini ebbe la stessa famiglia, uno vescovo di Lecce e poi di Narni, e morto nel 1517, l’altro vescovo di Glandeve, e da noi rammentato nel parlare degl illustratori del Calendario romano; e di amendue si hanno Rime in diverse Raccolte, benchè difficilmente si possa accertare a qual de due appartengano (V. Quadrio, t. 2, p. 236). Giovanni Agostino Caccia novarese, benchè lungamente vissuto tra l’armi, a cui invitavalo lo splendore della sua antica famiglia, si volse poscia alle Muse; e per frutto di questi suoi studi diè in luce le Satire e i Capitoli piacevoli, e le Rime e i Capitoli spirituali, nel qual genere di poesia sacra fu egli un de’ primi a esercitarsi; e benchè egli non sia scrittor coltissimo, per la nobiltà de" pensieri nondimeno, di cui sono adorne, le Rime di esso hanno avuta anche in questo secolo una nuova edizione. Il Cotta accenna gli elogi con cui hanno di lui parlato molti scrittori (Museo Novar. p. 144 ec); e si può ad essi aggiugnere una lettera a lui scritta da Pietro Aretino nel 1539 in cui il ringrazia delle Rime che inviate gli avea, lo anima a continuare i suoi studi, e brama solo che ripulisca alquanto lo stile (Lett. l. 2, p. 74). Petronio Barbati da Foligno, morto nel 1554? f*1 11,10 3i que’ poeti le cui Rime, qualunque ragion se ne fosse, giacquero lungamente dimenticate, e solo al principio di questo secolo vider la luce. cioè