Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/524

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1676 libro

rimatori di questo secolo furono ancora annoverati Antoniacopo Corso di patria anconitano, Gandolfo Porrino modenese che nel 1551 pubblicò le sue assai colte Rime, e che non solo servì in corte del Cardinal Farnese, come il Crescimbeni afferma (Comment. della volg. Poes. t. 2, par. 2, p. 235), ma fu ancora Segretario di D. Giulia Gonzaga, et amolla estremamente, come abbiamo da Ortensio Landi (Cataloghi, p. 475)1 Giambatista d’Azzia napoletano (Scritt. ital. t. 1, par. 2, p. 1288), e Antonfrancesco Rainieri milanese, di cui si posson vedere più copiose notizie presso l’Argelati (Bibl. Script. mediol. t. 2, pars 1, p. 1187)2.


VIII. Monsignor Gio. della CasaVIII. In mezzo a questi celebri rimatori, un altro ancor più celebre ci si fa innanzi, di cui benchè siasi scritto già tanto che appena si possa sperare di dir cose nuove, non ci è lecito nondimeno il nominarlo sol di passaggio. Parlo di monsig. Giovanni della Casa, un de’ più nobili e colti scrittori in amendue le lingue, che questo secolo avesse, e di cui ha scritta assai minutamente la Vita il co. Giambattista Casotti. Pandolfo della Casa e Lisabetta

  1. Veggansi le notizie del Porrino inserite nella Biblioteca modenese (t. 4, p. 223).
  2. A questi valorosi poeti potevasi aggiugnere Giovanni Bruni riminese, nato nel 1476 e morto nel 1540, un saggio delle cui Poesie ci ha dato nel 1783 il sig. canonico Angelo Battaglini con copiose ed esatte notizie della vita e della famiglia di questo poeta, a cui deesi l’invenzion del sonetto in versi ottonarii.