Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/557

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TERZO I709 greco, olLre il saggio che ne dà in molte sue òpere, e singolarmente nella mentovala versione Jella Poetica d’Aristotile, scuopresi ancora da quella che ei fece in lingua italiana della Sposizion de' Vangeli di S. Giovanni Grisostomo abbreviata da Teofilatto, il cui originale conserva vasi presso questo sig. marchese Giambattista Castelvetro ultimo discendente di questo celebre critico. Molto ancora esercitossi nella lingua provenzale insieme con quel Giovanni Maria Barbieri da noi nominato poc’ anzi (<z), e con lui si fece a tradurre in lingua italiana molte delle Poesie e delle Vite di que’ poeti, e una Gramatica di quella lingua. Finalmente anche alla lingua ebraica si volse il Castelvetro, e sotto la direzione di un certo Davide giudeo modenese molto in essa si venne avanzando. Intorno a che e ad altre opere o inedite o perite del Castelvetro io rimetto chi legge alla V ita scrittane dal Muratori, che de' costumi ancora di esso e di più altre cose a lui concernenti ragiona a lungo. Egli è sembrato a molti troppo prevenuto in favor del suo eroe, e contro del Caro, e fra gli altri al celebre abate Domenico Lazzarini, il quale pensava di scrivere un opera in difesa del Caro, che pareagli dal Muratori dipinto con troppo (a) Degli studi e della vita di Giammaria Barbieri, uomo degno di maggior lode di «{nella che ha finora ottenuto, si è detto pih a lungo nella Biblioteca modenese (t. 1, p. e «pianto egli valesse non solo nella lingua provenzale, ina ancora nella storia della poesia, si può raccogliere dall* operetta che ne abbiani pubblicata 1" anno i.7qo.