Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/565

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TERZO I717 Muzio Sforza fondatore dell accademia degl Inquieti in Milano, e di Gherardo Borgogni d’Alba nel Monferrato, che ne fu uno de principali ornamenti, e di cui copiose notizie si hanno nell opera del conte. Mazzucchelli (Scritt. ital. t. 2, par. 3, p. 1765); di d). Angelo Grillo monaco e abate casinense, tanto lodato dal Boccalini (centur. 2, ragg. i4)? di Ansaldo Ceba, di Alessandro Campesano bassanese, di cui si posson vedere le notizie che ci han date il signor conte. Pietro Trieste (N. Racc. Calogerà, t. 18) e il sig. Giambattista Verci (ivi t. 23); di Antonio Altano conte di Salvarolo (Calog. Racc, t. 37), di Lodovico Sensi perugino, le cui Rime han veduta la luce in Perugia nel 1772. Questi e più altri poeti, che similmente potrei nominare, riscossero allora applauso; ma nella maggior parte di essi vedesi già declinare il buon gusto, e vi si comincia a scorgere quello stile ampolloso e sforzato, e quelle immagini gigantesche che tanto poi dominaron nel secolo susseguente. Io potrei qui ragionare ancora di Gabbriello Chiabrera, che si può dire l'ultimo di questo secolo tra’ poeti lirici del buon gusto. Ma poichè egli visse molti anni ancora nel secol seguente, noi riserbiamo il parlarne a que’ tempi, in cui la scarsezza de buoni poeti darà maggior risalto a’ que’ pochi che seppero sagBracciolini tentò di prevenire il Tassoni nel pubblicare il suo Scherno degli Dei prima che ei pubblicasse la Secchia rapita, cosi prevenne ancora il Zmani, che piìi anni addietro avea cominciata la sua Erucleide. in cui tratta dello slesso argomento, ina non dieìla in luce che nel i6i3.