Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/564

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1716 I.1BR0 Liridio Vetriati! e di Guido Decani, che vanno innanzi a quelle Rime, nè nelle Poesie di altri in lode del Denalio, che ad esse si aggiungono, non si fa cenno di quest’onore, il nUJ,l non pareva che si dovesse passare sotto silenzio. Egli ragiona ancora del cavalier Luigi Cassola, di cui abbiamo i Madrigali alle stampe (p. 81). Alcuni il dicono piacentino; ma ch’ei fosse reggiano, ne abbiam la pruova in una lettera a lui scritta dall’Aretino nel 1544 * Ut cui gli dice; Non sareste quel generoso cavalier da Reggio che sete, ec. (l. 3, p. (68). Moltissimi altri poeti fiorirono verso la fine del secolo, di alcuni de' quali parleremo in questo capo medesimo, di altri ci basterà l accennare semplicemente il nome, come di Benedetto dell Uva, di Giambattista Attendolo, di Cammillo Pellegrino il vecchio, di Claudio Forzatè, di Pietro Bertini, di Paolo Lomazzo, di cui detto abbiamo altrove, di Luigi Groto soprannomato il Cieco d’Adria, di Bernardino Percivalle, di Girolamo Sorboli, di Girolamo Vida giustinopolitano, autor diverso dal cremonese vescovo d’Alba, di Mario Colonna, di cui si ha una lettera a Pier Vettori (Epist cl. Vir. ad P. Victor. t. 3, p. 216), e alcune del Vettori a lui (Victor Epist p. 130, 133, 149)» >1 quale anche ne fa un magnifico elogio (ib. p. 144)? di Gabriello Zinano reggiano (a), del marchese (//) Del Zinani, che quasi ogni genere cTitaliana poesia coltivò non infelicemente per riguardo a suoi tempi, abbiamo lungamente favellato nella Biblioteca modenese (t. 5. p. 415), ove abbiamo osservato che, come il