Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/594

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i746 libro poesia. Io non ho potuta vedere la Vita di Fulvia dal Noltenio premessa alla nuova edizione che ci ha data degli Opuscoli e delle Lettere di essa, a cui ha aggiunto ancora l’Elogio del padre. Ma spero ciò non ostante di poterne altronde raccoglier in qualche modo le necessarie notizie [a). Un breve elogio ne fa il Giraldi dicendo: Fuit et Peregrinas Moratiis Grammaticus Criticus Mcmtuanus, hic et Latinos et vernáculos versus plurimos componere solitus fuit j quorum pars edita, pars adhuc supprimitur. Ferrariac tamen hic diu est versatus, nohilium adolescentium magi.•iter, ubi et uxorem duxit, ex qua liberos susccpit (dial, a de PoeL suor, tempor., Op. t. 2, p. 5y5). Il qual passo ci scuopre e la patria del Morato, cioè Mantova, e il lungo soggiorno da lui fatto in Ferrara, e l’impiego che vi ebbe di istruire alcuni nobili giovani. Ed egli infatti era in quella città, quando nel i5a8 pubblicò la prima volta il Rimario di tutte le cadentie di Dante e Petrarca. Nel frontespizio ei si dice Pellegrino Morcto Mantovano, e nella lettera dedicatoria a Bernardino Mazzolino ferrarese, segnata da (n) Il sig. abate Girolamo Baruffaldi vice bibliotecario della pubblica biblioteca di Ferrara ci ha data la Vita di Pellegrino Morati, scritta con molta esattezza, ove anche delle Opere da lui scritte ci dà distinte notizie (Racc. ferrar, d Opusc, t. 8, p. 127, ec.). Egli crede che la partenza ch’ ei dovette far da Ferrara, non nascesse già da ree o pericolose opinioni da lui sostenute, ma da qualche privata contesa. E parmi che le ragioni da lui addotte abbiamo molta forza a distruggere la mia congettura.