Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/599

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TERZO 17 5 l inscripta intellexi, te philosophiae studiis omnibus, ut ajunt j eelw ac remis incubuisse, animumque a corporeis sensibus atque oblectamentis ea de causa sic avocasse, ut tibi uni vivere, ccteris velati Jato fune tis, vide ri ve lis. Pare che il Sardi alluda con queste parole al ritirarsi che Olimpia fece dalla corte, sì perchè ella volle assistere nell’ estrema malattia a suo padre, sì perchè per arte de’ suoi nimici ella si vide divenuta sospetta e odiosa alla duchessa che aveala finalmente amata e protetta. Ma frattanto il soggiorno in corte le era stato fatale j perciocché avea apprese dalla duchessa medesima le opinioni dei’ novatori, e si era di esse funestamente imbevuta. Quindi ella prese a suo marito Andrea Gruntero giovane protestante, che venuto a Ferrara per apprendervi la medicina, ne avea ivi ricevuta la laurea. Che questo matrimonio seguisse in Ferrara, e non in Allemagna, come ha creduto il de Thou (Hist. ad an. 1555), ne abbiamo una pruova incontrastabile presso il Giraldi, il quale, dopo aver parlato di Pellegrino, ne accenna i figli, e di Olimpia fa questo elogio: Quos interest Oljmpia Morata puella supra sexum ingeniosa; nam non contenta vernaculo sermone Latinas et Graecas literas apprime erudita, miraculum fere omnibus, qui eam audiunt, esse videtur. Haec his diebus nupsit Grunthero huic nostro, qui et eam in Germaniam ad urbem patriam Herbipolim transferre meditatur'. Non si può dunque dir veramente che Olimpia insiem col marito fuggisse in Allemagna, poichè veggiamo che quando il Giraldi scrivea, già era nota la