Pagina:Tiraboschi - Storia della letteratura italiana, Tomo VII, parte 3, Classici italiani, 1824, XII.djvu/646

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1798 LIBRO de’ più vivaci poeti di questo secolo. Maggior gloria ancora gli sarebbe dovuta, se potesse provarsi, come alcuni hanno creduto, che una rappresentazione da lui composta, e fatta recitare in Messina nel dicembre del 1539, fosse un dramma pastorale, perciocchè in tal caso a lui e non al Beccari si dovrebbe la lode dell’ invenzione di tal genere di poesia. Ma l’esattissimo Apostolo Zeno ha scoperto (Note al Fontan. t. 1, p. 409, ec.) che tal rappresentazione non è altra che quella intitolata I due Pellegrini, la quale si legge ancora nella mentovata edizione, e che, benchè ella sia scritta con eleganza, è nondimeno tutt’ altro che dramma pastorale (a). Lo stesso autore dimostra (ivi, p. che tre commedie da Jacopo Doroneti attribuite al Tansillo, sono veramente di Pietro Aretino, il cui nome fu cambiato in quello del detto poeta, per toglier l’infamia che ad esse dal loro autore veniva. XXXVI. Dopo questi poemi, tra’ quali appena ve n’ ha alcuno a cui a ragione convenga tal nome, ci si hanno innanzi, seguendo Tordi ordin del Quadrio, i poemi epici tessuti con favole, i quali in due classi da lui si dividono, (a) Avrei desiderato che il sig. abate \rtenga oinmettcsse la menzione che ha fatta di questa rappresentazione per provare che nelle Pasturali la Musica fece, gran via (Rivoluz. iU-l Teatro music, ital. 1. 1, p. 211). E vuoisi avvertire eh’essa non fu già rappresentata per ordiue del viceré D. Garzia di Toledo, come alcuni hanno scritto, perciocché agli solo molli anni dopo ehbe quella dignità, nè fu rappreseutala con Apparato Musicale, ma fu sol recitala.